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8/6/2010

I quattro tempi di C.i.a.r.t per cinque sinergie con i Poli Universitari

Quattro volte C.I.A.R.T.

Treviso, Bari, Ravenna e Napoli:  cinque settimane di successi senza precedenti.

Tre convegni ed un Workshop che lanciano di diritto C.I.A.R.T., nel panorama nazionale ed internazionale dei Beni Culturali e delle collaborazioni con i Poli Universitari.

A Treviso, con la partecipazione di CIVEN, Polo Universitario Veneziano per le nanotecnologie e del CPBC - Centro per la protezione dei Beni Culturali dagli Organismi Dannosi dell’Università Cattolica di Piacenza, si è tenuto il primo convegno dal titolo “Il tempo della Cura – ricerca ed innovazione per il recupero e la conservazione dell’Opera d’arte”

A Bari, presso la Facoltà di Agraria si è tenuto il secondo convegno del ciclo “Il Tempo della Cura – ricerca e innovazione per il recupero e la conservazione dell’opera d’arte”.

Infine, si è tenuto il terzo convegno del ciclo “Il Tempo della Cura” a Napoli, in collaborazione con l’Università Federico II, nella prestigiosa sede del Museo di Mineralogia.
A Ravenna, presso il DI.S.ME.C - Dipartimento di Storie  e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna, C.I.A.R.T, ha partecipato ad  una importante e prestigiosa vetrina nazionale ed internazionale: il primo International Workshop on Diagnostics and Preservation of Musical Instruments.
Durante il Workshop è stata sottolineata l’importanza della ricerca di nuove tecnologie applicate agli strumenti musicali e la volontà di valorizzare il ruolo che questi hanno rivestito nei secoli e, soprattutto, per conferire loro quello di testimoni per la continuità della cultura.
Negli ultimi anni, gli esperti di strumenti musicali hanno cominciato ad applicare al loro campo diverse metodologie di indagine: dalla radiografia alle termografie assiali computerizzate, dalla fluorescenza ultravioletta alla dendrocronologia.
Nell’ambito delle nuove tecnologie, C.I.A.R.T. ha presentato, durante la sessione tecnico-applicativa, il rivoluzionario sistema di disinfestazione Anossica ZerO2 riscuotendo enormi consensi di pubblico, proveniente da tutte le parti del mondo.

Quattro realtà diverse  e quattro momenti di condivisione fra fisici,  zoologi, entomologi, storici dell’arte, operatori del restauro e della conservazione, esponenti della cultura, progettisti, esperti di marketing e studenti, che hanno sottolineato la necessità di uno sforzo comune, per conservare e recuperare il bene, sia in quanto testimonianza artistica e storica, sia come aspetto emergente della identità locale.

I manufatti, utili strumenti quotidiani, spesso rappresentano indispensabili mezzi di cultura e di trasmissione di quella tradizione, che etimologicamente significa tradere: trasferire da generazione a generazione.

Conciliare dunque l’importante ruolo dei nostri protagonisti e la preservazione dei manufatti rappresenta una sfida alla quale, fino a qualche tempo fa, l’uomo ha risposto con sostanze tossiche,  e con metodologie ad alto impatto ambientale,  spesso di scarso effetto.

In questo senso, C.i.a.r.t. rappresenta una realtà unica, che opera nel campo della tutela dei manufatti storico-artistici impiegando sinergicamente tecnologie e prodotti all’avanguardia ed assolutamente eco-compatibili.

L’interesse comune che è emerso dalla collaborazione fra C.I.A.R.T. ed i Poli Universitari è quello di sensibilizzare le Amministrazioni, gli Enti pubblici e privati e i Centri di Ricerca a perseguire l’obiettivo comune di “fare sistema”, ovvero mirare gli stessi scopi formativi, economici e politici, al riscatto del ruolo di serie A dei Beni Culturali  come “motore” dello sviluppo e, nello stesso tempo, alla creazione, a vari livelli di nuove figure professionali, per realizzare imprenditoria diffusa e specificamente qualificata.

Università, consorzi parauniversitari e aziende devono, dunque, collaborare in toto per allargare l’orizzonte delle opportunità, che siano aperte a tutti coloro che hanno a cuore la conservazione e la tutela del nostro patrimonio artistico.

Un percorso, questo, già da tempo intrapreso da C.I.A.R.T. e Artecontrol, che hanno messo sinergicamente in atto importanti progetti per la conservazione dei beni, sia artistici, sia civili, con l’intento di “fare cultura della conservazione”, applicando criteri più moderni, ispirati alla prevenzione ed alla tutela nel tempo.

Una collaborazione sfociata in P.I.S.A. – Polo Interdisciplinare di Servizi per l’Arte, che da anni si avvale di prestigiose collaborazioni a livello nazionale, riunendo a vari livelli le competenze interdisciplinari, perché lavorino insieme a progetti comuni, per un fine comune.

Un Polo Interdisciplinare in continuo divenire, che oggi, senza ombra di dubbio, può vantarsi di essere punto di riferimento a tutto campo per gli operatori della Conservazione.

La presenza di C.I.A.R.T. come protagonista in prima linea nell’organizzazione dei convegni e la sua partecipazione al Workshop di Ravenna, ha il significato di ribadire la sua attenzione verso le nuove forme di tecnologia eco-sostenibile.ed.il suo ruolo centrale e attivo nel percorso sin qui compiuto all’interno del settore dei Beni Culturali, in stretta sinergia con i Poli Universitari.

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Foto Gallery "Il Tempo della Cura" - prima tappa Treviso
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